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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

20 novembre 2015

Regione Lombardia e Comune di Milano prosegue la politica dei Furbi!

Regione Lombardia e Comune di Milano  prosegue la politica dei Furbi!

Mentre la Regione cerca di rifaresi il il “trucco” causa ALER la gente soffre.

Le frequentazioni politiche in ALER sono note, anche se Vi è in corso una operazione di facciata per dare l’idea di rispettabilità a questa azienda pubblica,  da sempre mancante di trasparenza,  proseguimento della Democrazia Cristiana oggi CL, della strategia fascista delle case popolari. L’azienda pubblica o edilizia sociale prosegue ad essere un vero e proprio raccomandificio politico, pertanto raccoglitore di voti di scambio.

Il tempo sta cancellando il passato della “mala” gestione ALER e i nuovi “raccoglitori politici” procedono come se tutto fosse andato sempre bene, sorvolando di analizzare e confrontare i parametri generali e comparare le strategia di costruzione di edilizia pubblica e di marketing sociale, con altri paesi, per comprendere quale è l’effettiva situazione del degrado socio politico. 
Questo degrado è  ben superiore di quella emarginazione dei getti nelle banlieue Parigine, dovute ad una insensata cultura di destra, che stanno producendo solo terrorismo e emarginazione,  malgrado i Socialisti cerchino di porre un  tardo rimedio.

A Milano, pur avendo un fenomeno immigratorio stanziale numericamente, molto inferiore a quello Parigino, ha una situazione addirittura peggiore, tanto che l’opportunismo indicato quale  ”intelligenza civile” cerca di motivare i cittadini  “filo-buoni" contro quelli emarginati. 
Una parte dei risultati li possiamo vedere in un aumento della repressione e della ignoranza indotta, un angolatura di analisi la possiamo vedere da un  articolo  di linkiesta   “Quarto Ogggiaro ilghetto di millano alza la testa” http://www.linkiesta.it/it/article/2015/11/18/quarto-oggiaro-il-ghetto-di-milano-alza-la-testa/28245/, con uno sfondo di dividi e impera di vecchia data, firmato Democrazia Cristiana, che intende il marketing sociale solo verso le classi benestanti e loro sudditi e emargina quelle povere, brutte e cattive, pur sostenendo di mettere al centro del loro interesse l’uomo. 
Il fenomeno esiste ma le colpe non devono essere risolte dai comitati cittadini o dai singoli cittadini, è la politica che deve intervenire con trasparenza e correttezza, moralmente esemplare affinché gli investimenti siano condivisi e non gestiti in stile mafioso/camorristico, è l’esempio che conta. 
Come si può pretendere che i cittadini  siano diversi dal potere quando questo è stato il primo a impostare il malaffare?

Solo pochi ingenui, brave persone sprovvedute o incoscienti o furbe, posso condannare altri abitanti e assolvere la politica. Queste persone che agiscono (auguriamoci) in buona fede sono un anticorpo  quasi inutile, il cui effetto  d’indignazione sulla massa risulta essere solo placebo e tranquillante e utile  ancora a rafforzare e a far continuare la corruzione Pubblica e  la non trasparenza opportunistica del potere.
L’emarginazione la delinquenza indotta sono patologie costruite dalla stessa gestione politica del territorio e questo è ormai un punto di vista inopinabile, un pensiero che si è venuto a formare non sulla idiozia di politici compromessi dalla loro cupidigia e potere, ma da analisi socio psicologiche e compartimentali, studiate, analizzate e provate, che indicano come devono essere riattate le genti e con quale considerazione.
Una parte della cultura Milanese oggi rappresentata dalla gestione MM pare la riprova del fallimento, basterebbe mettere in trasparenza  raccomandazioni e patrimoni dei dirigenti ATM per comprendere, perché quando si sale su di un tram a Milano (anche di ultima generazione) si viene sballottati e maltrattati dalla struttura stessa del mezzo, quando in altri paesi anche nord africani dove il passeggero è trasportato dolcemente con rispetto e non sballottato. Ecco la differenza di Marketing  sociale, ma i soliti furbini devono sempre speculare e arricchirsi.


10 novembre 2015

Art. 34-bis Cost., accesso ad Internet come diritto sociale...

Art. 34-bis Cost., accesso ad Internet come diritto sociale...

Rattus norvegicus.
Eh Ross, ma qualsiasi primo ministro italiano porta la linea USA in europa. Anche se gli inglesi riescono a fare perfino Peggio! 
Qui di getto qualche nota un po' personale su fatti generali. 
Ciao *.* Stavo riflettendo, non senza un po' di tristezza, sulla figura di Gallino, sulla sensazione di terribile vuoto che si prova quando si avverte la lenta ma inesorabile sparizione di questi "pilastri" del pensiero della sinistra di classe allorché, del tutto accidentalmente mi sono ritrovato a leggere di una polemica che lo coinvolse personalmente nei primi anni '70. "Il calcolatore del capitale" è un libro importante nella storia del rapporto tra sinistra e utopie info-telematiche. L'autrice, Paola Manacorda, è sicuramente una donna di grande intelligenza e competenza, quanto di straordinarie capacità di scrittura. Matematica per formazione, impegnata all'epoca in ruoli dirigenziali nell'ambito dell'informatica pubblica, era il referente privilegiato del PCI per il rapporto tra politica e informatica. Gallino, impegnato nel delineare quella che qualcuno all'epoca chiamava "cogestione" della fabbrica e dell'azienda, aveva scritto un articolo in cui sosteneva la possibilità di far partecipare gli operai alle scelte aziendali, attraverso complessi sistemi di democrazia diretta. 

Devo dire che ciò che è più commovente di quel progetto, che lo stesso Gallino definiva "utopico" è la complessità strutturale del sistema che voleva proporre. Messo a confronto con le vuote e retoriche banalità che sono state dette in Italia sulla vocazione "plebiscitaria" dei profeti della democrazia elettronica, il lavoro di Gallino spicca per un taglio che privilegia una democrazia di fabbrica "continua" complessa e articolata, assai diversa dai "plebi scita" che si tenevano a Roma e da cui deriva il termine "plebiscitario". Curioso è che tra le varie critiche che Manacorda poneva a Gallino c'era quella, surreale, secondo cui il metodo era carente proprio per nel suo non saper interpretare la volontà "di tutti" ma solo quella delle maggioranze. In generale, le obiezioni di Manacorda e di altri alla democrazia elettronica di Gallino, potevano essere rivolte, con altrettanta legittimità, al sistema della democrazia istituzionale. Cito dal testo: "Chi sceglie le alternative da proporre e quelle da non prendere nemmeno in considerazione? Chi possiede i mezzi per attuare o disattendere una decisione? Chi può influenzare, con pressioni e condizionamenti di ogni genere la manifestazioni della preferenza?"

Sono consapevole di fare un po' di confusione tra democrazia in fabbrica e democrazia politica, ma proprio sabato scorso sono andato al UIF (Ungovernment Internet Forum) che si è tenuto al fusolab di Roma (e che qualcuno aveva segnalato su questa lista. Grazie!). Bene. Tra le molte cose interessanti, c'era anche un gruppo di giovani e brillanti studiosi che aveva fatto nientedimeno che una proposta alla Commissione Affari Costituzionali del Senato per aggiungere un articolo alla costituzione, il 34 bis, che dovrebbe prevedere l'accesso a Internet su tutto il territorio nazionale.http://www.art34bis.it/la-nostra-proposta/senato-della-repubblica/ Così, con l'intenzione di complimentarmi, mi metto lì a pontificare di non essere d'accordo con quanti sostengono che il diritto non aiuta nelle conquiste democratiche. Poi mi infervoro e dico che il diritto all'accesso, se anche non si realizzerà realmente, è un principio che è bene difendere anche in una carta importante come la costituzione. Senonché inizio a vederli a disagio, finché non capisco che per loro "diritto all'accesso" non significa un diritto universale di cittadinanza, una dichiarazione di integrazione "in linea di principio" di tutti nel mondo della rete. Insomma, non hanno in mente la possibilità per tutti, anche gli ultimi, di partecipare alla rete "agendo" al suo interno. (Premetto che la retorica del digital divide non mi ha mai persuaso, ma credo ci siamo capiti). Nonnò. Loro - me lo hanno spiattellato in faccia anche a brutto muso (a bruttino musino...) - si riferiscono solo al fatto che ogni punto del paese, anche il più remoto, deve avere un cavo che porta la fibra o l'ADSL sul posto. Poi ognuno paga la banda che consuma. C'è mancato poco che a causare sconcerto lì dentro fosse il mio stupore. 
Ma come ? Mi dice uno di loro: Non si paga il diritto mandare a scuola i propri figli? Ho pensato a tutti i tipi di tortura a cui avrei potuto sottoporli. Per qualche attimo ho avuto la sensazione eccitante e terrificante di sentirmi misteriosamente solidale con il pensiero e le strategie del Califfo. Questi vogliono fare una riforma costituzionale per fare felici i passacavi e gli elettricisti delle TELCO. Altro che diritti universali e inclusione ! Poi da buon italiano infilo la coda tra la gambe e mi zittisco. Il giorno dopo a casa, pensando a Gallino, mi vado a vedere sul sito del Senato la proposta di riforma costituzionale che hanno proposto. Bene: è letteralmente intrisa di ogni retorica. Fanfare sui diritti universali, sulle carte internazionali e i trattati, sul diritto allo studio. Ma in effetti, il suo unico scopo, lo capisci alla fine, è portare la fibra nelle comunità montane, nei vigneti delle cinque terre e sui rifugi alpini. A carico dello Stato. Hai visto mai che qualcuno potesse scappare alla nuova tassa di esistenza? E c'era bisogno di scomodare la costituzione ? Ripenso a Rodotà e al suo "diritto di avere diritti". Ripenso al "Lincoln" di Spielberg. Messi insieme, avevano finito con il farmi persuaso della necessità di un atteggiamento di "lotta e di governo". Diritto e Conflitto, in due parole. 
Ho cambiato di nuovo idea. La democrazia istituzionale è un guscio vuoto, un cane morto, uno scheletro senza significato. Dopo questa disavventura all'UIF la notizia della morte di Gallino sembrava il colpo finale. 
E invece no. La democrazia istituzionale è un fossile ma può essere modificata radicalmente. E la democrazia elettronica non è un'utopia, ma una strada da percorrere con realismo e determinazione. Solo un'intelligenza vivida, mai doma, come quella di Gallino, poteva indicarci questa strada con chiarezza già nei primi anni Settanta. 
Un abbraccio r. 
Rattus norvegicus



Ricordando Luciano Gallino, ecco le Sue pubblicazioni:












  • Aspetti del progresso tecnologico negli stabilimenti Olivetti, Milan, Giuffré, 1960 .


    • Progresso tecnologico ed evoluzione organizzativa negli stabilimenti Olivetti, 1946-1959. Ricerca sui fattori interni di espansione di un'impresa, Milan, Giuffré, 1960 .
    • Indagini di sociologia economica, Milan, Edizioni di Comunità, 1962 .
    • L'industria e i sociologi, Milan, Edizioni di Comunità, 1962 .
    • Questioni di sociologia, Milan, Edizioni di Comunità, 1962 ; 1969 .
    • Personalità ed educazione nel processo di industrializzazione, Turin, Tirrenia, 1966.
    • La teoria del sistema sociale di Talcott Parsons, Turin, Tirrenia, 1966.
    • Personalità e industrializzazione, Turin, Loescher, 1968.
    • Indagini di sociologia economica e industriale, Milan, Edizioni di Comunità, 1972.
    • Dizionario di sociologia, Turin, UTET, 1978; 1983. ISBN 88-02-03850-3 ; 1993 . ISBN 88-02-04773-1 ; 2004 . ISBN 88-7750-919-8 .
    • La società. Perché cambia, come funziona. Un'introduzione sistemica alla sociologia, Turin, Paravia, 1980 .
    • Occupati e bioccupati. Il doppio lavoro nell'area torinese, Bologne, il Mulino, 1982 .
    • Informatica e qualità del lavoro, Turin, Einaudi, 1983 . ISBN 88-06-05533-X .
    • Mente, comportamento e intelligenza artificiale, Milan, Edizioni di Comunità, 1984 . ISBN 88-245-0211-3 .
    • Il lavoro e il suo doppio. Seconda occupazione e politiche del lavoro in Italia, Bologne, il Mulino, 1985 . ISBN 88-15-00846-2 .
    • Della ingovernabilità. La società italiana tra premoderno e neo-industriale, Milan, Edizioni di Comunità, 1987 . ISBN 88-245-0389-6 .
    • Lavoro e spiegazione sociologica, in Lavoro e non-lavoro. Condizione sociale e spiegazione della società, Milan, F. Angeli, 1987 . ISBN 88-204-2682-X .
    • L'attore sociale. Biologia, cultura e intelligenza artificiale, Turin, Einaudi, 1987 . ISBN 88-06-59820-1 .
    • Sociologia della politica, Turin, UTET Libreria, 1989 . ISBN 88-7750-110-3 .
    • Sociologia dell'economia e del lavoro. Tecnologia, organizzazioni complesse e classi sociali, Turin, UTET Libreria, 1989 . ISBN 88-7750-116-2 .
    • La sociologia. Indirizzi, specializzazioni, rapporti con altre scienze, Turin, UTET Libreria, 1989 . ISBN 88-7750-119-7 .
    • La sociologia. Concetti fondamentali, Turin, UTET Libreria, 1989 . ISBN 88-7750-120-0 .
    • Strani anelli. La società dei moderni, Torino, La Stampa, 1990. ISBN 88-7783-040-9.
    • Informatica e scienze umane. Lo stato dell'arte, Milan, Franco Angeli, 1991 . ISBN 88-204-7179-5 .
    • Percorsi della sociologia italiana, Milan, Franco Angeli, 1992 . ISBN 88-204-7127-2 .
    • Teoria dell'attore e processi decisionali. Modelli intelligenti per la valutazione dell'impatto socio-ambientale, Milan, Franco Angeli, 1992 . ISBN 88-204-7508-1 .
    • L'incerta alleanza. Modelli di relazioni tra scienze umane e scienze della natura, Turin, Einaudi, 1992 . ISBN 88-06-12920-1 .
    • Disuguaglianze ed equità in Europa, Rome-Bari, Laterza, 1993 . ISBN 88-420-4158-0 .
    • Le classi sociali tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Un tentativo di quantificazione e comparazione, in Il regime fascista. Storia e storiografia, Rome-Bari, Laterza, 1995 . ISBN 88-420-4716-3 .
    • Se tre milioni vi sembran pochi. Sui modi per combattere la disoccupazione, Turin, Einaudi, 1998 . ISBN 88-06-14363-8 .
    • Globalizzazione e disuguaglianze, Rome-Bari, Laterza, 2000 . ISBN 88-420-6140-9 .
    • Il costo umano della flessibilità, Rome-Bari, Laterza, 2001 . ISBN 88-420-6470-X .
    • L’impresa responsabile. Un'intervista su Adriano Olivetti, Turin, Edizioni di Comunità, 2001 . ISBN 88-245-0624-0 .
    • La società italiana. Cinquant'anni di mutamenti visti dai «  Quaderni di sociologia », avec Paolo Ceri, Turin, Rosenberg & Sellier, 2002 . ISBN 88-7011-812-6 .
    • La scomparsa dell'Italia industriale, Turin, Einaudi, 2003 . ISBN 88-06-16628-X .
    • Per una politica industriale. Istruzione, scelte tecnologiche, strutture istituzionali, distribuzione del reddito, in Sergio Ferrari et [Roberto Romano, Europa e Italia. Divergenze economiche, politiche e sociali, Milan, F. Angeli, 2004 . ISBN 88-464-5483-9 .
    • L’impresa irresponsabile, Turin, Einaudi, 2005 . ISBN 88-06-17537-8 .
    • Italia in frantumi, Rome -Bari, Laterza, 2006. ISBN 88-420-7834-4 ; 2007 . ISBN 978-88-420-8228-6 .
    • Tecnologia e democrazia. Conoscenze tecniche e scientifiche come beni pubblici, Turin, Einaudi, 2007 . ISBN 978-88-06-18678-4 .
    • Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, Rome-Bari, Laterza, 2007 . ISBN 978-88-420-8322-1 .
    • Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l'economia, Turin, Einaudi, 2009 . ISBN 978-88-06-18599-2 .
    • Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, Torino, Einaudi, 2011. ISBN 978-88-06-20701-4.
    • La lotta di classe dopo la lotta di classe, entrevue avec Paola Borgna, Rome-Bari, Laterza, 2012 . ISBN 978-88-420-9672-6 .
    • Il colpo di stato di banche e governi. L'attacco alla democrazia in Europa, Turin, Einaudi, 2013 . ISBN 978-88-06-21340-4 .
    Link Esterni Italiani:

    l'ultima intervista:

    4 novembre 2015

    TASSE SEMPRE TASSE DOVE VANNO A FINIRE I NOSTRI SOLDI? NON PAGHIAMOLE PIU'!

    La causa è ancora l’educazione di sottomissione che è stata impostata dalla chiesa verso il “signore” e padrone a cui il popolo deve obbedienza e il prete in cambio riceve di privilegi e corruzione insieme alla disponibilità delle raccomandazioni e in contraccambio garantisce la preghiera invito a ubbidire indicando in alcuni casi la ribellione quale peccato.
    Il buffo è che la burocrazia decotta e raccomandata sia  capace sfruttando l’ingenuità e la mancata conoscenza di complicare le situazioni più semplici creando programmi incomprensibili o inaccessibili, suddividendo le questioni elementari  in più siti, al fine di complicare le cose semplici.
     Proseguendo nello stile consolidato della peggiore burocrazia tutte le questioni uniche vengono suddivise al fine di produrre più occupazione ma questo occupa anche il tempo dei cittadini i quali devo comprendere quale Kafkiana ragione spinge a complicare sempre più le cose. 
    Se prendiamo come esempio Francia o Germania vediamo che i cittadini sono assistiti lo Stato non sono obbligati a sottostare a tutte le angherie Italiane pagano quanto dovuto e nel caso ricorrono, semplice.
    Ma la colpa è dei Cittadini Italiani che ubbidiscono in silenzio abituati al dominio dei pochi sui molti, con sindacati che hanno aiutato il potere in cambio di privilegi  dimenticandosi la loro missione.
    Un paese di politici compromessi e furbi e un gran  popolo di pecoroni abituati al gregge.
    Le tasse vanno pagate prima di tutto da tutti e non far finto che di non vedere chi evade, poi le tasse devono essere comunicate dallo Stato al Cittadino e non viceversa. 
    Insomma sarebbe anche ora che questi fortunati lavoratori pubblici cominciassero a lavorare come si lavora nel privato e lo Stato si assumesse le Sue responsabilità! 
    Comodo pretendere e far lavorare gli altri e star comodi ad incassare, è ora di cambiare , i Cittadini smettano di pagare le tasse lo Stato deve dirci quanto dobbiamo pagare e dircelo anche gentilmente!