4 dicembre 2012

Pubblichiamo l’articolo di Giorgio Cremaschi che riteniamo di alto valore morale.


Invitando tutti ad una riflessione, poiché sia per ILVA che per la TAV o l’Amianto può esistere la “ragion di Stato” ,  purtroppo superiore all'interesse del singolo individuo e alle persone.  Questo comporta un enorme sacrificio che eccede sino alla morte quale dono supremo a tutta la collettività. Un ecosistema che se funzionasse dovrebbe produrre uno sviluppo al fine di far cessare gli stessi sacrifici e migliorare la qualità della vita in generale.  

Nella realtà questi sacrifici non portano alcun benessere alla gente ma arricchiscono solo pochi,, questo con la scusante che solo questi pochi sono capaci di guidare e dirigere, pertanto essi sono i beneficiari del benessere.
Questa è la più grande menzogna costruita su pagine inutili fatte quali argini contro la reale semplicità dei fatti, su fondate su raccomandazioni e sul benessere di casta.
Al popolo, guidato da scuole di potere, non resta che accettare o con le buone o con le cattive.
Che il benessere sia distribuito equamente e non si sfruttino più i poveri che oltre ad essere bastonati sono anche sfruttati. 
Anche in questo frangente non possiamo dimenticare la funzione della Chiesa  che è  come gli avessero strappato sia il cuore che l’anima, ora ormai solo propensa al suo benessere insieme ai privilegiati.
Una severa condanna a Monti per la sua arroganza sul sistema sanitario,  che rasenta il suo l’assurdo in Lombardia con personaggi di CL che girano per Ospedali, peggiori che nel terzo mondo, sostenendo in nome di Formigoni che la situazione sanitaria Regionale Lombarda  è eccellente. Manipolando così i poveri che non hanno mai visto come funziona in Francia o  Germanio o altri paesi Europei evoluti. vergogna!
La crisi sta’ passando per i ricchi e caste che non hanno mai fatto sacrifici. Per gli altri chinare il capo e silenzio!


Ecco l'artico di Cremaschi:

Quanti morti si possono accettare a Taranto per non danneggiare lo spread?
di Giorgio Cremaschi
3.12.2012

Il decreto del governo salva Riva ha ottenuto un consenso di unità nazionale, compresi  Camusso e Landini.
Vediamo prima di tutto il fatto.
All'Ilva è in corso d'opera un grave reato contro la salute dei cittadini e dei lavoratori: la magistratura interviene per fermarlo e il governo interviene per fermare la magistratura. Questa la sostanza giuridica del decreto di cui speriamo la Corte Costituzionale rilevi la palese incostituzionalità: in un paese in cui tutta la classe politica si riempe la bocca delle parole regole e legalità, un decreto come questo si iscrive alla più pura tradizione berlusconiana di cambiare la legge per fermarne l'applicazione quando sono colpiti interessi potenti.
In questo caso si giustifica l'atto affermando che gli interessi in campo non sono quelli del padrone, ma dei lavoratori che rischiano il posto e del paese che rischia di perdere una azienda strategica. Naturalmente si afferma che la salute viene comunque salvaguardata e che quindi conflitto non c'è con l'iniziativa della magistratura, che viene invitata a capire..
Qui bisogna essere chiari: o la magistratura ha torto, il rischio non è così grave e la sua iniziativa è avventata, oppure ha ragione. Se la magistratura avesse torto le pubbliche istituzioni avrebbero dovuto affermarlo, cioè dire che non si muore di Ilva. A dir la verità il ministro Clini ci ha provato, ma è stato smentito da suoi stessi colleghi di governo e dalle strutture sanitarie. Gli stessi sindacati più vicini all'azienda non si sono mai sognati di smentire la gravità della minaccia alla salute.  Anche l'azienda, soprattutto dopo le intercettazioni e le incriminazioni per corruzione, non smentisce più la gravità della situazione.
Dal momento che nessuno ha dunque sostenuto che non sia vero che di Ilva si muore, il decreto del governo che autorizza l'Ilva a produrre ALLE ATTUALI CONDIZIONI mentre si risana, evidentemente entra nel concetto di rischio necessario ed accettabile. Cioè un certo numero di malattie, infortuni, morti è un prezzo inevitabile da pagare se si vogliono salvare  l'azienda e ventimila posti di lavoro.
D'altra parte, si obietta, all'ILVA si è sempre lavorato così e si possono ben spendere altri due anni pur di cambiare.
Questa obiezione, apparentemente di buon senso, è la più scandalosa. Anche con l'amianto c'è stato un intervallo di tempo dal momento in cui se ne scoprì tutta la nocività, a quello in cui se ne fermò definitivamente la produzione e l'uso. E i processi per strage colpiscono proprio quel periodo.
Alla Tyssen Krupp di Torino l'azienda è stata condannata per omicidio volontario proprio perché ha continuato a far lavorare quando le condizioni organizzative e ambientali non lo permettevano più.
È evidente dunque che nessun rischio è accettabile, soprattutto quando tale rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori è manifesto e conosciuto. Il principio fondamentale della tutela e della salute nell'organizzazione del lavoro è che quando un impianto o una produzione mettono chiaramente a rischio le persone, la produzione va fermata fino a che non vengano ripristinate o affermate le condizioni di sicurezza.
Se si rischia la salute non si lavora, questo è il principio che da anni, con ovvi conflitti anche con i lavoratori interessati, sostengono la medicina del lavoro, il diritto e la magistratura, il sindacalismo indipendente dalle aziende.
Perchè allora all'ILVA si lavora nonostante il rischio?
La foglia di fico ideologica utilizzata dal decreto è che sia possibile continuare a produrre limitando al minimo i rischi. Ma questo è tecnicamente impossibile. Già due lavoratori sono morti da quando la magistratura è intervenuta. Uno ai  treni merci e l'altro alle gru con la tromba d'aria. Nel primo caso i lavoratori si sono rifiutati di continuare a lavorare nel trasporto materiali se non venivano aumentati gli organici e definite rigorose condizioni di sicurezza. Hanno dovuto scioperare giorni e giorni perché ci fossero segnali in questa direzione da parte dell'azienda.
Oggi i lavoratori delle gru giustamente si rifiutano di salire su di esse perché non sanno quanto siano affidabili. Se si procedesse a una rigorosa ricognizione delle condizioni operative dell'ILVA rispetto ai parametri di sicurezza,  una distesa di reparti dovrebbe essere fermata. La direzione Ilva ha sempre imposto una organizzazione del lavoro brutale e senza regole, fondata sulle minacce e sui  provvedimenti disciplinari, dubito che sappia lavorare in altro modo. Il caos organizzativo con cui l'azienda ha risposto alle ordinanze della magistratura dimostra che non solo il rischio non diminuisce, ma che probabilmente aumenterà.
Per quanto riguarda poi l'emissione di fumi e polveri anche qui c'è un'enorme contraddizione nel decreto.
Se davvero Taranto deve continuare a produrre per alimentare gli stabilimenti ILVA del nord e rifornire di acciaio il sistema italiano, allora le emissioni di fumi e polveri continueranno, anzi come si è rilevato in questo periodo, saranno destinate ad aumentare. Questo perché o si produce davvero a marcia ridotta e allora l'acciaio per il nord verrà a mancare, oppure si dovranno stressare ancora di più gli impianti rimasti aperti per fare la produzione di quelli chiusi. Anche qui il rischio concreto è che i pericoli per la salute delle persone aumentino, anziché diminuire, nei due anni di licenza concessi dal governo a Riva.
Quindi o non è vero che si salva la produzione o non è vero che si salva la salute. E la magistratura viene esautorata proprio per impedire il rigore nelle scelte, per andare avanti alla giornata senza un vero controllo, senza alcuna chiarezza.
E' vero, una parte dei lavoratori soprattutto a Genova ha tirato un sospiro di sollievo con il decreto. Non si può criticarli visto che tutto il palazzo della politica e tutto il sindacato confederale aveva loro spiegato che finivano in mezzo ad una strada. Anzi la consapevolezza dei lavoratori Ilva in questi mesi è molto cresciuta , se si pensa che a luglio si scendeva in piazza per difendere l'azienda.
Chi invece non ha fatto passi avanti è stato il gruppo dirigente dei sindacati confederali, cgil e fiom comprese.
Una sola alternativa era possibile: si doveva chiedere l'immediato esproprio dell'azienda da parte del governo, un piano di sicurezza immediato, un piano strategico per il futuro: e la proprieta doveva pagare, cominciando con il garantire il reddito pieno a tutti i lavoratori.
La pubblicizzazione  in questo caso non era certo una opzione socialista, ma assolutamente realistica, ed è stata proposta anche da quel noto sovversivo anticapitalista che è Carlo Debenedetti.
Il sindacato avrebbe dovuto partire dalla propria conoscenza della realtà del  lavoro all'Ilva  per costruire una posizione autonoma dal solito ricatto del padrone: o così o si chiude. Invece  la fiom stessa non ha più sostenuto la posizione assunta a suo tempo a Pomigliano, allora anche contro la maggioranza dei lavoratori.
Così la gestione della fabbrica è tornata  ad una proprietà pluriincriminata  con  latitanti in Florida e il rischio è che oggi si continui a perdere la salute per il lavoro e domani si perda anche il lavoro. Ma forse sta  proprio qui  la ragione vera del decreto. Prima del diritto al lavoro e di quello alla salute, per il governo Monti è stato necessario tutelare il diritto alla proprietà, sennò cosa avrebbero detto gli investitori internazionali.
Quanti morti in più si possono accettare  a Taranto per non danneggiare lo spread?
In realtà non stupisce che un governo che pensa di affrontare la crisi del paese con la produttività del lavoro e le deroghe alle leggi e ai contratti, creda di risolvere così la crisi Ilva. Stupisce  invece che Camusso e Landini non abbiano neppure tentato una strada diversa e abbiano ben accolto  un decreto che rappresenta la prima grande applicazione di quel  patto sulla produttività che non hanno firmato.
Tutto questo è la rappresentazione dello stato di degrado della nostra democrazia e della nostra stessa civiltà e dimostra che la nube  di buone parole di cui si riempiono i talk shaw e le primarie non riesce neanche per un giorno a scacciare i fumi dell'Ilva.

[www.rete28aprile.it]

29 novembre 2012

Una mappa a colori della maggior parte dei paesi e meno emotiva del mondo

fonte:.washingtonpost

Inviato da Max Fisher il 28 novembre 2012 alle 07:30


Una mappa dei paesi del mondo da parte di più e meno emotivo. 

Una mappa dei paesi del mondo da parte di più e meno emotivo.
Dal 2009, la ditta di sondaggi Gallup ha rilevato persone in 150 paesi e territori, tra le altre cose, la loro esperienza quotidiana emotiva. La loro indagine chiede cinque domande, lo scopo di valutare se l'intervistato sentito significative emozioni positive o negative il giorno precedente l'indagine. Più volte che le persone rispondono "sì" a domande come "Hai sorridere o ridere un sacco ieri?", Il più emotivo che stanno considerato.
Gallup ha sommati i medi "sì" risposte da parte degli intervistati in quasi tutti i paesi della Terra. I risultati, che ho mappate in precedenza, sono affascinanti quanto indecifrabili. Il codice colore chiave nella mappa indica la percentuale media di persone che hanno risposto "sì." Dark paesi viola sono i più emotivo, giallo il meno. Qui ci sono un paio di take away.
Singapore è il paese meno emotiva del mondo.  "Singapore riconoscono di avere un problema", Bloomberg Businessweek scrive del Paese "deficit emotivo", citando una cultura in cui le scuole "disincentivino gli studenti a pensare a se stessi come individui." Hanno anche il punto per la soddisfazione del lavoro basso, la competitività, e l'esperienza urbana: "Staying emotivamente neutro potrebbe essere un modo di far fronte con lo stress della vita urbana in un luogo dove l'82 per cento della popolazione vive nel governo-costruito abitazioni."
Le Filippine sono il paese più emozionante del mondo. Non è nemmeno vicino, il fortemente cattolico, nazione sud-est asiatico, una ex colonia di Spagna e Stati Uniti, i punteggi ben al di sopra secondo classificato El Salvador.
Le persone in America sono solo esuberante.  ogni nazione del Nord e del Sud continente americano altamente classificato sul sondaggio. Americani e canadesi sono entrambi tra i 15 paesi più emozionanti del mondo, così come dieci paesi latini. Gli unici non-americani tra i primi 15, ad eccezione delle Filippine, sono le nazioni arabe di Oman e Bahrain, entrambi che si collocano molto vivamente.Paesi post-sovietici sono sempre tra i più stoica. Oltre a Singapore (e, per qualche ragione, Madagascar e Nepal), i paesi meno emotive del mondo sono tutti ex membri dell'Unione Sovietica. Essi sono anche i maggiori consumatori di sigarettee alcol . Questo potrebbe essere quello che tu chiami e di pollo o uovo-problema: se le due tendenze sono correlate, che è venuto prima? L'Europa si presenta quasi come un gradiente di qui, con emozioni sempre più come ci si sposta West.
Inglese e di lingua spagnola le società tendono ad essere altamente emotivo e felice. Anche se le nazioni anglofone del mondo conservano profondi legami culturali, non è chiaro se la profondità emotiva della Spagna abbia qualcosa a che fare con il Latina.Secondo Gallup, "America Latina porta il mondo quando si tratta di emozioni positive, con Panama, Paraguay, Venezuela e in cima alla lista." Sì, anche il Venezuela di Hugo Chavez è apparentemente piena di gente felice.
Africani sono generalmente stoico, con alcune significative eccezioni. Il continente è tra i mondo meno emotivo, se non vi è un'ampia variazione, che serve a ricordare non definitiva ma interessante della diversità culturale dell'Africa. Ogni potrebbe essere proprio studio caso accattivante. E 'possibile che il rating elevato del Sud Africa ha a che fare con i suoi legami culturali con l'Europa occidentale, per esempio, e la Nigeria potrebbe avere a che fare con il movimento di protesta recente nella violenza settaria sud e nel nord.
Il Medio Oriente non è felice. note Gallup, "Le emozioni negative sono più alti in Medio Oriente e Nord Africa, con l'Iraq, Bahrain, e nei Territori palestinesi che portano il mondo in negativo esperienze quotidiane." Ancora, che non è abbastanza spiegare completamente le emozioni elevate nel Levante e nella penisola arabica, rispetto alle emozioni più basse in Libia, Algeria e Marocco. Forse allude a come la gente in questi paesi sono stati colpiti da l'ancora in corso disordini politici della primavera araba.
Che cosa mi manca? Ogni codice colore confine nazionale racconta qui una storia.Perché è Haiti così privo di emozioni rispetto ai suoi vicini? Perché è l'Angola così pesante con sentimento? Lasciate i vostri pensieri nei commenti o contattarmi sui social media.
fonte: washingtonpost.

30 ottobre 2012

Il gruppo «Anonymous» ha fissato il 21 dicembre 2012 come data di lancio di TYLER, una nuova piattaforma online sicura, economica e decentralizzata, per la pubblicazione di importanti informazioni che i governi di diversi Paesi nascondono ai propri cittadini.

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© Collage: «La Voce della Russia»
Il gruppo «Anonymous» ha fissato il 21 dicembre 2012 come data di lancio di TYLER, una nuova piattaforma online sicura, economica e decentralizzata, per la pubblicazione di importanti informazioni che i governi di diversi Paesi nascondono ai propri cittadini.
In un'intervista esclusiva un rappresentante del gruppo Anonymous ha parlato al corrispondente de «La Voce della Russia» John Robles del conflitto al centro del quale si trovano le tecniche di raccolta fondi e la mancanza di trasparenza dei rendiconti finanziari di WikiLeaks.

- Perchè le strade di Anonymous e di WikiLeaks si sono divise?

- Il nucleo del nostro conflitto erano le tecniche di raccolta di fondi usate da Wikileaks e la scarsa trasparenza dei loro rendiconti finanziari.

- Ci sono state dichiarazioni che Anonymous fosse intenzionato a pubblicare informazioni segrete su WikiLeaks, può parlarne più dettagliatamente?

- La nostra organizzazione pubblicherà la lista dettagliata di quelle che consideriamo violazioni dal puno di vista etico da parte di WikiLeaks. Si tratta di informazioni interne a WikiLeaks, che sono trapelate e di cui noi siamo al corrente. Un'organizzazione che pretende trsaparenza per il mondo dovrebbe quantomeno essere trasparente lei stessa.

- Come influirebbe su Julian Assange e sulla sua condizione attuale un eventuale fallimento di WikiLeaks?

- Bisogna prima di tutto definire che cosa sia WikiLeaks. La stampa diffonde il mito che WikiLeaks sia un'enorme squadra di attivisti che prendono tutte le decisioni per il bene dell'organizzazione, ma non è per niente così. WikiLeaks è il business editoriale di Julian Assange, che lo ha creato, gestito e autarchicamente amministrato. WikiLeaks e Assange sono la stessa cosa. Julian aveva già minacciato di chiudere il progetto, visto che la raccolta di fondi non corrispondeva alle aspettative. È stato proprio allora che la nostra organizzazione ha iniziato a progettare la creazione di proprie piattaforme per la divulgazione di materiale segreto. Per Julian WikiLeaks è molto importante, ed è l'unico che può chiudere il progetto. Fino a che si troverà in condizioni economiche difficili però non lo farà, nonostante assicuri di farlo. Sorge però spontanea la domanda: che cosa ne sarà di WikiLeaks se Julian se ne andrà? Penso sarebbe la fine di WikiLeaks.

- In che cosa TYLER sarà migliore di WikiLeaks?


- TYLER è una fra le piattaforme creata da Anonymous. Esiste il progetto Par-Anoia. L'anno scorso abbiamo lanciato LocalLeaks e HackerLeaks per sostenere il Peoples Liberation Front. Ognuna di queste piattaforme ha i propri punti forti e tutte sono fondamentali per la missione di Anonymous, trovare un modo affidabile, economico e decentralizzato di rivelazione delle informazioni. Quello che rende TYLER unica è che non ha un server stazionario, ma utilizza il principio della rete decentralizzata, basato sulla parità di diritto degli utenti. Teoricamente questo la rende simile a BitCoin o ad altre piattaforme P2P, che non possono essere attaccate o chiuse. Ovviamente verrà decentralizzata con estrema cautela.


- Perchè la scelta del 21 dicembre 2012?

- La data è stata scelta perchè corrisponde alla profezia Maya della fine del mondo. È puramente a scopo di marketing, non crediamo in questo mito.

- Che cosa ne è di quei membri di Anonymous che sono stati accusati negli Stati Uniti? Dove si trovano e come procede il loro processo?

- Tutti i membri del gruppo Anonymous 16 negli Stati Uniti sono stati accusati di aver preso parte agli attacchi DdoS (Denial of Service) a siti politici. Uno è stato accusato di aver organizzato e gestito gli attacchi alle azioni in rete della rock star Gene Simmons, dei Kiss, che sostiene attivamente le leggi contro la pirateria. Non so quale tribunale abbia preso in carico la causa, ma Simmons si è giustamente copiaciuto dell'arresto di questa persona. L'attivista Christopher Mark Doyon è stato accusato di aver organizzato e preso parte al DdoS delle campagne nella regione di Santa Cruz (California), in risposta alle azioni di oppressione dei partecipanti alle proteste locali. Il suo processo è stato sospeso in conseguenza alla sua fuga in Canada, dove ha chiesto asilo politico.

Altri 14 attivisti ogni tanto si chiamano PayPal 14. Sono tutti accusati del famoso attacco DdoS a PayPal in difesa di WikiLeaks. Il processo nei loro confronti viene in ogni modo ritardato dalle procure americane.

Jerremy Hammond, presunto membro dell'equipe di hacker LulzSec/AntiSec e di Anonymous, è ritenuto responsabile dell'attacco al server della compagnia privata Stratfor, che si occupa di raccolta e analisi di informazioni, e dell'intercettazione di dati per posta elettronica. Questi materiali ora si trovano su WikiLeaks. Ad Hammond è proibito uscire su cauzione e il suo caso viene esaminato a rilento. L'hacker AntiSec, famoso con il nome di Neuron, si è recentemente dichiarato colpevole dell'attacco alla Sony nel 2011. È in attesa di giudizio. Esistono altri casi di cui non so nulla, compreso quello di LulzSec e dell'altra squadra di hacker CabinCrew.

/S

22 ottobre 2012

Eduardo Galeano: che sarebbe di noi senza i poveri?

Eduardo Galeano ( vers.  Eduardo Hughes Galeano , 3 settembre 1940 ) - Uruguay scrittore di sinistra politico.
Nato nella capitale dell'Uruguay, Montevideo nel 1940. A 13 anni ha iniziato a scrivere commenti politici per un giornale locale. Più tardi servito da redattore di vari giornali e riviste (tra cui la rivista " Cristianesimo e Rivoluzione "), il redattore capo del settimanale" Marcha e diario regista"« Epoca »(Time). 
Dal 1973 al 1976, il prima ha vissuto in esilio in Argentina, dove ha organizzato e diretto la rivista «crisi». Fino al 1984, ha vissuto in Spagna, prima di tornare in patria. Autore di più di 10 libri tradotti in 20 lingue, e molti saggi.
26 gennaio 2006  è stato, insieme a Gabriel Garcia Marquez , Frei Betto , Pablo Milanes , Ernesto Sabato e altre figure di spicco culturali, Galeano ha emesso un obbligo di indipendenza di Puerto Rico .




20 settembre 2012

Costruire la sinistra europea, Europeizzare il PS


Il progetto economico e sociale a sinistra deve realizzarsi attraverso una lotta politica a livello europeo, le elezioni europee, ma anche tramite le elezioni legislative in altri Stati membri.  Ogni comunità politica, democraticamente legittimata, deve essere basata sul desiderio di vivere insieme.  I partiti politici, e le feste nazionali hanno un ruolo importante nella consacrazione di una democrazia europea degna di questo nome. Partito socialista deve assumersi la responsabilità e giocare il gioco completo in Europa .
Ciò richiede una stretta cooperazione e solidarietà quotidiana con il Partito del socialismo europeo (PSE) e di altre parti amiche in Europa.  Quindi  come può essere accettabile dal  PS  che delegati PES del Congresso siano stati nominati nella completa oscurità? I nostri rappresentanti saranno nominati con un voto degli attivisti , come è il caso per il DOCUP. I delegati devono essere fisicamente presenti, nonché il primo o il primo segretario del Partito socialista per il Congresso e il Consiglio del PES. Non è più accettabile vedere durante queste conferenze e convegni, assottigliamento dei ranghi della delegazione PS.
Infine, a nome del paradosso PS che dice di essere il difensore del progetto europeo, mentre non l'inoltra ai suoi militanti ogni campagna di informazione o documento o PES?  I partiti politici nazionali hanno una responsabilità fondamentale nella nascita di uno spazio pubblico europeo, un passo necessario per una democrazia europea degna di questo nome. Noi facciamo parte in prima linea di questo movimento per l'Europa!
Europeizzare il PS segretariato Europa e PSE City Group
Come, nel 2012, il PS può ancora capire l'Europa come una sotto-categoria della'Internazionale? Necessiterebbe una segreteria nazionale in Europa - e solo ad essa dedicata - dovrebbe stabilire le risorse adeguate per questo difficile ed essenziale lavoro.  Dovrebbe avere il compito di lavorare tutti i giorni con il Partito del socialismo europeo e dei partiti amici  in Europa.  Il Segretario nazionale per l'Europa dovrebbe avere il compito di agevolare la commissione, composta dai segretari federali tra cui quello dell'Europa, i leader dei gruppi della città e rappresentanti dei partiti del PSE PSE e amici.
L'Europa deve essere al centro dell'impegno di ogni militante e simpatizzante socialista. Per questo motivo, deve essere presente nelle strutture locali ogni federazione, con il compito di promuovere al suo interno la creazione di una segreteria per un'Europa federale che farà di legame tra il PSE e il Segretariato Nazionale d'Europa da un lato, e la Federazione sue sezioni dall'altro.
Il segretario sarà responsabile per l'Europa federale di attuare corsi di formazione sulle tematiche europee in modo che essi siano regolarmente discusse anche nella più lontana delle nostre sezioni. Promuoverà inoltre un principio simile a quello di corrispondenza, di riconciliazione e scambio di esperienze tra le diverse federazioni e / o sezioni di altri partiti alleati.
Il ruolo svolto dal Gruppo Città PSE è essenziale come lo si è dimostrato in Francia, dato che la Francia è il paese con il maggior numero di attivisti di City Group. Tuttavia, essi non hanno sempre ricevuto dalle federazioni di partito e il sostegno che meritano. Pur rispettando la loro autonomia, il PS deve associare pienamente il City Group nella gestione quotidiana delle questioni europee e la preparazione di campagne di sensibilizzazione in Europa.
Per attivismo transnazionale
Per rafforzare il senso di un destino comune tra i nostri rispettivi militanti, il PS deve incoraggiare doppia appartenenza, incoraggiando i suoi sostenitori che vivono in un altro paese europeo ad unirsi al suo partito a sinistra quando la legislazione nazionale lo consente.  Ora dobbiamo garantire che, ogni membro della componente europea parte di sinistra possa diventare un membro del diritto PS su richiesta e senza dover passare attraverso la procedura standard di appartenenza o di pagare una nuova quota (a condizione, naturalmente, che sia aggiornato con il contributo nel suo partito di origine). Per lo meno, ogni membro del Partito della Sinistra Europea deve, a destra, assistere e partecipare ai lavori della sezione PS suo luogo di residenza o di lavoro.
E’ ora di preparare le elezioni europee del 2014.
Le elezioni nazionali è una elezione europea. Le elezioni per il cittadino europeo. Una campagna nazionale è quello di invitare gli attivisti di altri partiti europei di sinistra . Ogni elezione di un altro partito europeo deve vedere la partecipazione attiva delle delegazioni e in loco degli attivisti PS e leader nazionali. Inoltre, le delegazioni dei grandi partiti dovrebbero  essere invitati a ogni evento importante della PS, a cominciare con l'Università estiva della La Rochelle.  Allo stesso modo, il PS deve essere presente in occasione di manifestazioni di partiti amiche, come Festa dell'Unità di Bologna. Resoconti di tali scambi dovrebbero essere diffusi gli attivisti interessati alla questione europea.

Nominare un candidato comune del presidente PSE della Commissione europea
Per rafforzare la sua legittimità, sarebbe auspicabile che Il Partito Socialista entrasse nella fase di preparazione delle prossime elezioni europee del 2014, cruciale per il futuro dell'Unione.  Non possiamo più permetterci di vedere ancora  alcuni leader PES a sostegno di una domanda alla destra alla presidenza della Commissione europea, come a volte il caso nel 2009. Pertanto, un presidente candidato comune PSE della Commissione dovrà essere il responsabile della conduzione della campagna elettorale del 2014 . 
Per lo meno  dovrebbe essere indicato con tutti i militanti attraverso un cittadino europeo e primario., è solennemente investito una grande convention europea che raccoglie il PSE e tutti i partiti socialisti e socialdemocratici d'Europa che sarebbe pienamente associati militanti.
***
La nostra convinzione condivisa è che la sinistra può avere successo solo se dà l'ambizione di rinnovare, modificare le pratiche politiche, di democratizzare il funzionamento delle loro organizzazioni di affrontare meglio la parte anteriore principali questioni politiche e le  grandi riflessioni OGGI "Oggi e domani" .
Nessuna nuova società senza nuova cittadinanza. E nessuna nuova cittadinanza senza una nuova militanza potere e rispetto.
Nessun progetto lasciato senza progetto europeo.
Non c'è Europa di Sinistra strutturata  senza un europeo forte e sostenibile.
Nessuna solidarietà senza un valido pensiero ecologico.
No ecologia equa ed efficace senza giustizia sociale. Queste sono le discussioni che vogliamo aprire.
E 'tempo per le voci nuove di essere ascoltate, che le porte si aprono alle nuove idee e modificare il PS un cambio di turno per migliorare il nostro paese ! Così troveremo il piacere di discutere e lavorare insieme!
Pensiamo l’Europa, pensiamo all'ecologia, ad una crescita ulteriore,  ad un’altra  giustizia sociale. Per aumentare la visione socialista fino alla inclinazione del nostro mondo, abbiamo bisogno di una democrazia forte, abbiamo bisogno di un partito pieno di vitalità.
Cari amici troviamo  il coraggio di innovare!

25 agosto 2012

Non volevamo pubblicare nulla sulla manifestazione integralista quale CL, ma...

Purtroppo quando la gente pensa con la testa di altri da sempre  si giustifica indicando Dio quale responsabile delle loro nefandezze.
L'integralismo religioso smanioso da sempre di Potere,  si identifica in CL. Un'altra parte di Cattolici non condivide, ma convive gioiosamente, in segno della loro meschinità.
Non avremmo voluto nemmeno parlare di questa manifestazione, espressione di forza di terrore e arroganza di Potere, poiché il dolore che provoca in nome di Dio sfruttando l'ignoranza e l'avidità è enorme, inoltre si auto giustifica con la loro stessa filosofia - "il dolore (quello degli altri) è la via che conduce alla salvezza e al paradiso"- . 
Pubblichiamo questo video, del nostro caro amico Saverio, quale prova di speranza per una informazione libera e indipendente. Un video-reportage di grande Livello Democratico. Per un coraggioso Reporter e giornalista.


22 agosto 2012

Chi se ne frega tanto noi stiamo bene.


La manipolazione mediatica del Buon Governo Monti prosegue mantenendo saldamente in pugno il controllo della comunicazione. 
D'altronde è da sempre che lo Stato mantiene questa prerogativa , ricordando che è opera del potere. anche  il Cav. Berlusconi in partenza il 15 settembre e rientro il 22,   in un tour nel Mediterraneo, crociera a pagamento,  per spiegare agli elettori obiettivi e programmi del ritorno in campo.
Quello che ci interessa è il silenzio che copre la questione ILVA di Taranto,  delle cui Chiese gli ori  argenti e le tangenti,  provenivano dall’ILVA stessa,  nel sacrificio “raccomandato” da far compiere ai fedeli,  sacrificandoli nel nome di Dio padre onnipotente,  con fedeli donne disposte a  cantare insieme a Celentano “chi non lavora non fa l’amore!” W il prete!
Prosegue la mattanza dei lavoratori, oltre alle morti nere, addormentate dalla campagna mediatica del Capo dello Stato Napolitano, una immensa quantità di sacrifici vengono richiesti a  umile gente, sempre più schiacciata da arroganti politici e lobby opportuniste.  Uno Stato che ha bisogno di aumentare le entrate fiscali per ridurre il proprio deficit, ma che sostiene  la piccola evasione poiché  agisce come valvola di sicurezza nei confronti della crisi, un governo così che è disposto a tollerare alcuni gradi di irregolarità". In Italia come nel resto del mondo l'economia non può essere mai separata dalla politica. Il superamento della crisi è trasparente   combinando  attività regolari, irregolari ed anche criminali, l'Italia è un paese più ricco di quanto non appaia".  Il fatto è che però il peso della crisi lo  pagano sempre gli stessi.
Sempre in nome di Dio, Patria e famiglia!
Chi se ne frega tanto noi stiamo bene. 

14 luglio 2012

La concertazione è fallita, viva il conflitto


di Giorgio Cremaschi

Come tutti i reazionari, il presidente del consiglio Monti ha affermato che la
rovina dell'Italia sono i sindacati.
Naturalmente lo ha affermato nel suo linguaggio bocconiano, parlando di
concertazione, ma il significato sociale delle sue parole è  chiaro, così come
quello democratico. Monti è interprete di un potere  borghese multinazionale
che considera ogni vincolo sociale un ostacolo allo sviluppo degli affari.
Marchionne, che non deve accontentare l'ipocrisia del partito democratico, dice
le stesse cose con ben più aspro tono.
La risposta sindacale, in particolare della Cgil, a queste affermazioni è
stata penosa. Voi non vedete i meriti di una concertazione che ha salvato
l'Italia, siete irriconoscenti!E' vero, ma proprio questo dato di fatto
dovrebbe richiedere risposte meno subalterne.
La concertazione in Italia comincia con la cosiddetta svolta dell' Eur nel
1977/78. Allora Cgil Cisl e Uil scelsero la linea dei sacrifici,della
moderazione salariale e della flessibilità normativa e da allora non hanno
abbandonato più quell'impostazione.
Naturalmente non tutte le forme della concertazione furono eguali. Esse si
sono spesso intrecciate con i passaggi della politica. Craxi e Berlusconi hanno
cercato di forzare il quadro per escludere la Cgil e prima il Pci e poi il Pd,
trovando sostegno in Cisl e Uil. I governi di unità nazionale e quelli di
centrosinistra hanno invece perseguito, per ovvie ragioni, una concertazione
bipartizan e inclusiva di tutto il sindacalismo confederale. Ma un punto di
fondo è stato comune a tutto il percorso della concertazione. Essa proponeva
uno scambio garantito dal potere dello stato e accettato dal sistema delle
imprese.
Lo scambio era tra la riduzione dei diritti e del salario dei lavoratori e la
crescita del potere istituzionale del sindacalismo confederale. Ci sono stati
alti e bassi , accordi peggiori e migliori, ma questa è stata la tendenza e la
caratteristica di fondo della concertazione italiana. I sindacati finora si
sono salvati, i lavoratori no.
Oggi Monti rifiuta questo scambio. Egli infatti non solo deve peggiorare le
condizioni del lavoro, ma deve dimostrare che lo fa in fretta e senza
condizionamenti, così come esigono i padroni dello spread. Non può più
rispettare quanto affermato dallo scomparso Padda Schioppa, che in una
intervista al Corriere del 2006 spiegava che il suo obiettivo era lo stesso
della signora Thatcher, ma che aveva bisogno di più tempo per realizzarlo, con
la concertazione.
Oggi  la finanza, le banche e la loro Europa non aspettano e Monti, così come
Fornero e Marchionne, deve scontare in Borsa l'umiliazione sindacale. Cosa che
ha puntualmente fatto.
Per questo la concertazione è morta e ogni volontà di riaffermarla potrà
servire alla campagna elettorale del centrosinistra, ma  non porterà da nessuna
parte.
Al sindacato italiano sono oramai riservate solo due strade. La prima è quella
di ritirarsi nel corporativismo aziendalista, naturalmente con le aziende che
ci stanno. Camusso e Squinzi insieme contro Monti, per capirci. A me pare
questa una ritirata ulteriore,della quale i lavoratori pagherebbero tutti i
prezzi e che peraltro si presenta anche priva di reale concretezza.
L'altra via è quella di ricostruire il sindacalismo del conflitto e del
cambiamento sociale, con un nuovo programma e una nuova pratica, abbandonando
una strategia che dopo trent'anni è giunta al capolinea. E  che ha portato i
lavoratori italiani in una delle peggiori condizioni del mondo industriale,
senza risolvere uno solo dei problemi del paese.


4 luglio 2012

documento adottato al termine della riunione di quadri e dirigenti della Cgil svoltasi a Firenze il giorno 30 giugno


Alla Presidenza del Comitato direttivo nazionale della Cgil
e p.c. alla Segreteria nazionale della Cgil
e p.c. a tutte le strutture della Cgil

Costituzione area programmatica di opposizione in Cgil

I/le sottoscritti/e comunicano alla presidenza del Comitato Direttivo Nazionale della Cgil la costituzione dell'area programmatica “La Cgil che vogliamo, opposizione organizzata”. Detta area fa riferimento alla minoranza congressuale “La Cgil che vogliamo” per la propria collocazione negli equilibri postcongressuali della Confederazione e per tutto ciò che ne deriva sul piano statutario, salvo nel distinguersi per iniziativa autonoma, ai sensi di quanto previsto dallo stesso statuto per le aree e aggregazioni successive ai congressi, con le seguenti caratteristiche e obiettivi.

L'area ha lo scopo di organizzare ovunque nella confederazione l'opposizione alla linea politica ed al gruppo dirigente che hanno portato la Cgil alla più grave sconfitta del dopoguerra con la controriforma del lavoro e la conseguente cancellazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Sconfitta ancor più grave perché seguita a quella sulle pensioni e collocata in un quadro di politiche economiche che continuano a colpire diritti e condizioni del mondo del lavoro.

Per l'area che si costituisce una delle ragioni di questa sconfitta è la subalternità del gruppo dirigente della Cgil al governo Monti ed al quadro politico che lo sostiene. Tale subalternità ha impedito di dispiegare tutte le forze dell'organizzazione per contrastare un governo che pratica politiche economiche ultraliberiste e antisociali, in rappresentanza dei poteri forti del paese e dei dettati della Bce e della finanza internazionale. L'opposizione ferma e rigorosa al governo Monti è invece condizione per qualsiasi tenuta e ripresa dell'iniziativa sindacale a tutela del lavoro.

L'area che si costituisce non condivide, conseguentemente la politica unitaria con Cisl e Uil intrapresa dal gruppo dirigente. Infatti i gruppi dirigenti di queste due organizzazioni sono responsabili del fiancheggiamento al governo Berlusconi, e hanno condiviso la politica antisindacale e distruttrice dei diritti della Fiat. Una unità di vertice con Cisl e Uil non può che produrre arretramenti del mondo del lavoro e infatti li sta producendo. E' invece necessaria una politica di unità a partire dai luoghi di lavoro esplicitamente indirizzata a contrastare e sconfiggere la linea della “complicità” adottata da Cisl e e Uil, mentre la democrazia sindacale piena deve diventare pregiudiziale rispetto ai rapporti unitari.

L'area che si costituisce denuncia inoltre la progressiva burocratizzazione della vita interna dell'organizzazione, con l'affermarsi di una logica di comando che colpisce il dissenso, la partecipazione democratica e la creatività dei militanti e delle lavoratrici e dei lavoratori. Al contrario proprio una fase difficile come questa dovrebbe essere affrontata valorizzando al massimo tutte le esperienze di resistenza e protagonismo nei luoghi di lavoro, facendo della democrazia la condizione preliminare di ogni iniziativa.

L'area che si costituisce ritiene necessario diffondere la critica nei confronti della linea politica e dell'operato del gruppo dirigente fino ad affermare una sfiducia politica nei suoi confronti, e intende portare nell'organizzazione questi propri giudizi così come garantito dalla statuto e dalle delibere regolamentari ad esso allegate.

Nel prossimo settembre, successivamente alla costituzione così argomentata, l'area di opposizione organizzata che oggi si costituisce presenterà un proprio più compiuto documento programmatico.

Fabrizio Burattini, Giorgio Cremaschi, Francesco De Simone, Eva Mamini, Annamaria Zavaglia,
componenti del Comitato Direttivo Nazionale

2 luglio 2012

17 maggio 2012

L'orgoglio di essere Italiani:::


Mentre in Francia trionfa la cultura  e in  Germania  Deutsche Telekom informa della fibra ottica a 512Gbit/s per canale che permetterà di raggiungere un troughput massimo teorico di oltre 24Terabit al secondo;  in Italia  il nostro super bradipo Capo dello Stato scambiando la banda digitale forse per una banda di briganti sovversivi invia segnali  chiari di perdita di capacità intellettuale,  invitando  a non usare la forza verso il popolo e dall'altra sostenendo  la mattanza tipo sud America di Genova e forse guardando alle vari stragi come “fatalità aver  pensato … che sono  di sinistra”  ora  con  il “pacificatore” Sindaco di Milano che sostiene che il Pinelli è inciampato  e caduto  dalla finestra della Questura. 
Noi cittadini ""Miserabili"  proseguiamo   ad ascolatre le grandi cagate  che con aria dotta, convinta dal supporto di stipendi esagerati e  rubati , vengono esposte da incapaci dai banchi del Parlamento  ormai divenuto sede espressione di persone che non capiscono un bel niente ma fanno finta di sapere, rassicurandoci e dandoci  spiegazioni,  che poi allo stato dei fatti fanno pensare “ ma che cagata  ha detto quello lì”... La frittata bisogna saperla girare all'ultimo per mantenere i propri privilegi e loro ne sono la casta maestra!
 Leggi contro la corruzione vengono affossate, la trasparenza scompare in nome della Santa corruzione e i Miserabili  soffrono sempre più!.  Una cosa vorremmo sapere ma le tasse sulla chiesa che fine hanno fatto?
Questo per dire che siamo orgogliosi del nostro paese della sua classe politica così opportunista e avida che riesce a superare nella  velocità di cagate che dice qualsiasi paese al mondo.
E se il tecnico è il Monti certamente non è il Vescovo di Deigne pertanto stiamo freschi!  Coraggio comunque che la strategia di comunicazione ormai  è consolidata! La colpa non è nostra è della Grecia o della Spagna e via così!
Quale disastro e quale sofferenza pensare che generazioni hanno combattuto e sofferto per un paese così governato in modo vergognoso!
Grazie Democrazia della Comunicazione e della cultura Italiana!

9 maggio 2012

Italia Governo Si, Governo No, Governo Tecnico, la musica è sempre la stessa!


L'indignato!
Monti, fa l’indignato  colto da una crisi di buonismo, forse consapevole di quanto la Storia lo ricorderà insieme a Napolitano, Berlusconi e tutti gli altri, come la classe politica della disperazione e della strage dei suicidi, tentando di dissociarsi dichiara che  «Le conseguenze umane come quelle economiche che derivano dalla crisi sono grandi visibili ed evidenti» e, spiega che quanto sta accadendo «dovrebbe far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da questo stato sta cercando di farla uscire».  Nel solito balletto di sdegno delle furbe opposizioni , il fatto è che nessuno di loro paga i danni fatti e tocca ai soliti cittadini pagare.

Quanto ci è costato?
La crisi ormai dura da più di 15 anni, anche se nascosta e negata, è frutto della stessa politica Italiana, la quale, prima con il pensare che la soluzione dell’”avanti miei Prodi”  si potesse così addormentare chi soffre, ma in effetti vista la reazione sociale,   destinando  alla gogna e ludibrio i Sindacati compiacenti  e politici corrotti, è proseguita poi, con le scalmane di povere donne che vivono delle fiction in cerca dell’amore Berlusconiano e dai popoli del Nord ingannati da un ormai destra  deficiente del Bossi.

La musica è sempre la stessa:  “sono stati gli altri” senza assumersi la responsabilità che qualsiasi manager nel privato si assume  quando prende un posto direttivo, quello della responsabilità della precedente gestione,  altrimenti rifiuta l’incarico!  Ma gran parte della classe dirigente Italiana proviene da raccomandazioni e è ben lontana da assumersi responsabilità. In altri paesi  Democratici un politico che non si assume la propria responsabilità viene emarginato e scacciato, qui gli si aumenta lo stipendio!

Ripetiamo, anche questo governo ha e sta’  rappresentato la logorroica retorica dei politici, ben lontani dalla trasparenza e dal presentare analisi e conti ai cittadini ma sicura che nella grande ignoranza e che tutti non li richiedono,  vive di retorica.

Nella realtà il divario digitale non viene compensato, la Giustizia langue in sostegno alle caste e shiavizza i poveri,  le raccomandazioni continuano, l’arroganza della destra  prosegue come l’inutilità dell’opposizione. La sinistra è scusata poiché in Italia non esiste più!.
Su questa vergognosa situazione un aneddoto: alcuni giorni fa abbiamo incontrato delle  “ricche signore”  note "evaditrici"  con appartamenti ville ecc., ma nulla o quasi  ufficialmente, alcune povere al fisco per via delle matriosche o scatoline cinesi,  altre,  tra cui una gran bella gnocca che si è trombata  un rospo delle  G, di Finanza “storie di corna “,  anch'essa con apportamenti e ville e attività (!),  insieme ad un esponete della casta degli esattori Statali che in realtà sono delle figure a metà fra l'ufficiale pubblico e un libero professionista, concessionari in proprio, in quanto una percentuale dei proventi derivanti dalla riscossione delle imposte gli è dovuto pertanto la loro professionalità  riflette quella dei i gabellieri, ma nulla da meravigliarsi insieme al continuo Ius primae noctis  (dal latino, letteralmente diritto della prima notte) Italica tradizione  dei ricchi e la continua arroganza di Comunione  e  Liberazione, riporta alla grande storia del nostro sistema in pieno medioevo.  A queste persone abbiamo chiesto che cosa ne pensassero di questa crisi che induce le persone più deboli al sudicio.  La risposta è stata: “ non dovevano trovarsi in questa situazione , peggio per loro se la son voluta”
(la "nuova" strategia: Bauuuuu! Zitti o siete delle BR!)
Ecco la  realtà caro il nostro  Monti, lei non sta’ facendo niente oltre che ad un po’ di propaganda ormai sostenuta solo da media che paga ancora con i  nostri soldi, capaci d'inventarsi anche le BR a Genova pur di mandarci tutti a dormire in silenzio e con la paura! Voi siete il terrore, la paura indotta, la repressione delle Libertà, l'inganno!

Speriamo  di tutto cuore che un giorno anche voi casta intoccabile,  proviate alzarvi la mattina e non avere i soldi per mangiare e per le obbligate spese per vivere, con i denti che vi cadono per la continuo stress della rabbia d'impotenza che li fa stringere e consumare. Questo sono traumi che non riuscirete più a togliervi, che vi faranno tremare le mani, la paura vi coglierà sino allo sgomento davanti alla propria impossibilità di soluzione.  Passeranno gli anni ma queste ferite ritorneranno sempre dolorose senza riuscire a rimarginarle e il terrore vi coglierà ancora stupiti, specie se sarete emarginati perché troppo evoluti e non raccomandati rispetto al sistema o veramente poveri!
Facile giudicare,  perseguire e sudditare,  quando nella vita si sono avuti solo soldi facili, come li avete avuti voi!

L’ingiusta, l'emarginazione, porta alla disperazione alcuni si suicidano subito, in altri il dolore non riesce a passare e piano piano muoio anche loro nel silenzio. Il reagire violentemente contro di voi farebbe solo il vostro gioco.
La storia vi farà vergognare,  anche se negherete la verità e la nasconderete sostenendo che lo fate per il nostro bene per evitare un contagio da disperazione  e suicidi!
Abbiate almeno un po’ di rispetto e non fingetevi indignati poiché voi e solamente voi ne siete e ne siete  stati la causa! 


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